Riciclo ed ecosostenibilità anche in Sardegna, tra Capoterra e Sassari

Tutti gli accessori, interamente cuciti e decorati dai ragazzi di Atelier, sono ecosostenibili. I materiali scelti a Capoterra sono l’orbace e il cotone wax: l’orbace è un panno di lana grezzo tipico della Sardegna, il cui ciclo di produzione, dall’allevamento delle pecore alla realizzazione al telaio, avviene totalmente in loco senza sfruttamento della manodopera e senza utilizzo di sostanze chimiche, neppure per la colorazione. Il cotone wax è un tessuto tipico africano in puro cotone.

Sono stati realizzati stuoie, che rispettano i granelli di sabbia delle spiagge non catturandone nessuno, tovagliette da pic-nic e zaini in orbace, robusti e leggeri allo stesso tempo.

Anche a Sassari, nel laboratorio tessile e sartoriale, sono stati utilizzati materiali di riciclo ed ecosostenibili.
Si è infatti optato per una ricerca di scampoli e bottoni dismessi a cui è stata data nuova vita. I filati di origine naturale, quali la juta e la canapa, sono stati intrecciati con l’antica arte della tessitura manuale.

Entrambe le fibre sono totalmente green poiché prodotte in piantagioni senza pesticidi che richiedono pochissima acqua e terra, assorbendo ogni anno tonnellate di anidride carbonica e liberando ossigeno.

La progettazione e la realizzazione dei prodotti di sartoria hanno mirato alla fusione della cultura sarda con quella africana, tessendo il “grezzo” con l’antico telaio a cornice sardo, riproponendo nella lavorazione i motivi tipici del territorio, con l’unione di stoffe con stampe che richiamano l’Africa.